Gli anni della Pittura Analitica
02 maggio – 27 giugno 2026
ABOUT KROMYA
KROMYA ART GALLERY viene fondata nel 2018 a Lugano da Tecla Riva, Giorgio Ferrarin e Adriano A. Sala come risultato di una passione e di competenze comuni di lunga data. Nel 2020 KROMYA ha ampliato la propria sede con un nuovo avamposto a Verona, in Italia
In occasione di Artinrete, il festival dedicato all’arte contemporanea diffuso nella città di Verona, KROMYA Art Gallery, in collaborazione con FerrarinArte, ha presentato una mostra dedicata ai protagonisti della Pittura Analitica.
L’esposizione ha riunito nove maestri che hanno segnato in modo determinante la storia dell’arte italiana e internazionale: Enzo Cacciola, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Paolo Masi, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini.
Il progetto espositivo ha restituito uno sguardo concentrato su una stagione cruciale della pittura, quella degli anni Settanta, quando il linguaggio pittorico — allora ritenuto da molti superato — è stato rimesso al centro della ricerca artistica. Colore, tela e struttura sono tornati a essere elementi fondanti, non più semplici strumenti, ma oggetto stesso dell’indagine.
Se negli Stati Uniti si erano sviluppate ricerche affini, è in Europa, e in particolare in Italia, che questa riflessione ha trovato una piena articolazione. La Pittura Analitica ha interrogato i presupposti stessi del fare pittura, riportando l’attenzione sui processi, sui materiali e sul tempo dell’opera.
Nel corso del decennio, questi artisti sono stati protagonisti nei principali contesti internazionali: dal Museo d’Arte Moderna di Parigi alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino, dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel. La loro presenza ha definito una stagione riconosciuta dalla critica come una vera e propria “situazione” condivisa, più che un movimento formalmente strutturato.
Le opere in mostra, realizzate prevalentemente negli anni Settanta, hanno permesso di leggere sia le singole ricerche sia le affinità profonde tra gli artisti, offrendo una visione d’insieme capace di restituire la coerenza e la rilevanza di questa esperienza. Allo stesso tempo, il percorso ha evidenziato come tali pratiche abbiano influenzato le generazioni successive, anche nel momento in cui, tra la fine del decennio e l’inizio degli anni Ottanta, nuovi orientamenti riportavano la pittura verso forme più espressive e figurative.
La mostra si è così configurata come un’occasione di rilettura critica, capace di restituire la centralità di una ricerca che ha ridefinito il linguaggio pittorico contemporaneo.